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"Non è la specie più forte che sopravvive, e neanche la più intelligente,
ma quella che si adatta meglio al cambiamento". Charles Darwin
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Corporate

 

La costituzione di un'azienda, la creazione di un'impresa rappresenta senza dubbio uno dei cardini di un'economia moderna. Produce beni e servizi, in una parola ricchezza, dà lavoro, esporta verso altri mercati, paga imposte che consentono allo Stato di mantenere efficienti i servizi per la comunità. 

La parola stessa "impresa" ne sottolinea il carattere peculiare di sfida, verso il mercato, verso altri competitor, verso le condizioni avverse che si possono determinare. Naturalmente anche le imprese, come tutte le attività umane hanno abbracciato un processo evolutivo, modificandosi le strutture organizzative e gestionali, i processi produttivi, le tecnologie, le strategie. 

Chi è stato in grado di adeguarsi ai tempi, ai cambiamenti ha prosperato, altri sono caduti o sono stati assorbiti, sostituiti da una nuova classe di imprenditori, in un una sintesi di equilibrio che vale come legge naturale.

Il processo di globalizzazione, di integrazione dei mercati, reso possibile dall'avvento del tempo reale e da una generale apertura verso nuove opportunità ha profondamente rivoluzionato il concetto di azienda, alimentando nuove prospettive ma anche comportando nuove strategie da adottare, attraverso una flessibilità che consenta di adeguarsi con rapidità a mutevoli scenari.

Nasce così la necessità di alimentare continuamente il processo produttivo impiegando al meglio le risorse, razionalizzando i flussi, gestendo al meglio le disponibilità, evitando che un approssimativo coordinamento degli asset possa determinare un ostacolo per l'attività, o addirittura una crisi.

La struttura sociale del lupo è quanto di più accomunabile ad un'impresa, ai suoi comportamenti, alla sua organizzazione.

Una struttura gerarchica che mantiene un'elasticità doverosamente necessaria per essere flessibile ai cambiamenti, ruoli chiari ma suscettibili di essere congiunturalmente corretti in base alle esigenze, strategie definite che possono mutare in relazione al luogo, al clima, alla presenza di altri branchi. Il tutto con la finalità della conservazione, della prosecuzione della stirpe.

Il capobranco è consapevole di avere la responsabilità della sopravvivenza del gruppo. La ricerca delle migliori condizioni ambientali, della provvista di cibo più ampia, delle aree che assicurano la maggior tutela della prole sono elementi fondamentali del suo ruolo. A tale scopo, se da un lato un branco vive e controlla un territorio di circa un centinaio di chilometri quadrati, il capo deve esplorare un territorio quasi 25 volte più esteso, per trovare nuovi transiti, più ricche opportunità di sostentamento, zone che garantiscano maggiore sicurezza per gli elementi più indifesi del gruppo.

Il compito del capobranco è quindi di razionalizzare le risorse proprie e del gruppo al meglio, ottimizzare la scorta di provviste, selezionando e misurando, scartando le condizioni meno vantaggiose e privilegiando le opportunità che ritiene più funzionali alla struttura sociale che sovrintende.

A questo principio, che ci viene da madre natura, deve ispirarsi oggi l'imprenditore per la sua azienda. Ottimizzare le risorse e le disponibilità per garantire il successo dell'iniziativa. Valutare e selezionare le migliori proposte di impiego della propria liquidità per assicurare la continuità e la razionalità della gestione. 

Non resta che prendere esempio e seguire questo principio naturale.